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domenica 23 agosto 2026

Reazioni

Apple ha venduto MacBook Neo oltre le sue previsioni e si è ritrovata senza scorte, e senza risorse per sostituirli. L'AI ha razziato quelle sul mercato e agli altri non è rimasto quasi nulla.I costi di sostituzione del venduto sono aumentati e quell'azienda ha dovuto cercare di rimediare in qualche maniera a questa carenza.

La concorrenza s'aspettava una quantità ragionevole di vendite del Neo, come era sempre successo fino a quel momento e non si è preoccupata più di tanto e quando si sono venute a sapere delle vendite di quel dispositivo, è stato un brutto colpo per lei.

Le prime reazioni, deboli, salvo qualche eccezione, sono arrivate dalla rete i cui frequentatori, convinti con idee tutte loro su quell'azienda offrisse solo prodotti copiati malamente dalla concorrenza, non ha esitato a palesare la sua ostilità nei suoi confronti e di questa sua novità che è stata ignorata da chi la voleva per sè.

Tanto per dare un'idea dell'ostilità nei confronti del Neo, basta dare un'occhiata ai commenti nel trollblog nazionale. Sono un'ottimo esempio di cosa pensa il mondo dei concorrenti di Apple su quel suo dispositivo e su quanti ne sono stati venduti.

Apple s'è fatta notare non solo per il MacBook Neo ma pure per il premio "Golden Cube" per il design dell'interfaccia con il "Liquid Glass" che le dava o provava a darle trasparenze vetrose,non molto gradite alla rete che non ha esitato, com'è sua usanza, a farlo sapere a tutta la rete.

Microsoft e Google, dal canto loro, visto che i blog del loro mondo non erano riusciti a rialzare le vendite, hanno provato ad usare altre vie per incrementare le loro vendite. Microsoft, prima ha provato ad abbassare i prezzi per gli allestimenti di base dei suoi prodotti ma non è servito a molto.

Ha provato a scegliere una via alternativa commissionando uno studio ad aziende terze a favore della sua sua produzione di hardware e software che screditasse quella Apple comprese le novità appena presentate al momento di quella commessa.

Non ha funzionato:lo studio era pieno di errori che hanno lasciato le sue vendite al palo, fatto partire i commenti maligni e le risate di scherno della rete che l'hanno pareccchio screditata.

A Google è andata, forse anche peggio: pur di vendere i sostituti dei ChromeBook che cominciavano ad essere un tantino obsoleti e molto invenduti, ha provveduto ad inventarsi svariate offerte offrendo la sua nuova proposta, i Google Book o GoogleBook,come preferite, farcita di Gemini,la sua AI.

Pur di non far vedere che non era un'azienda fatta di taccagni, spilorci ed avidi di profitto, ha deciso di elagire qualche altro bonus come cuffiette o o altre cose di quel genere, convinta che gli utenti dei suoi prodotti fossero tutti dei semi-deficienti.

I GoogleBook, sono ancora più scarsi delle macchine che li hanno preceduti, ora che Gemini fa quasi tutto, gli utenti di quelle macchine devono solo più accenderle, fingere di fare qualcosa e spegnerle. Al resto ci pensa Gemini. Purtroppo.

La rete dal canto suo, attende l'evoluzione di queste vicende e spettegola sul loro futuro.I followers, i seguaci e i comportamenti collettivi e i contrattempi,sempre presenti in rete consaranno l'argomento dei prossimi articoli.

Questa chiacchierata finisce qui. Alla Prossima.

N.B:L'immagine di testa, è tratta da una delle pagine di archilabo.org

domenica 22 marzo 2026

Sorprese

Ritorno a scrivere dopo un po' di tempo.Non c'era nulla di interessante, divertente o sufficientemente strano da raccontare. Recentemente, però,qualcosa è cambiato.

La rete, spesso, è una via di mezzo tra la recitazione da palcoscenico in cui qualcuno racconta qualcosa a qualcun altro e una quantità spropositiata di rumore fatta da gente impegnatissima a fare sapere agli altri frequentatori della rete che esiste. Anche quando a loro non gliene importa un'accidente.

Nella migliore delle ipotesi, si entra in rete per cercare o dire qualcosa.Si comincia la ricerca o l'intervento in qualche blog o social network, ad esempio, convintissimi di fare qualcosa di sensato, poi,improvvisamente, la sorpresa.

Improvvisamente appare qualcosa che sembra legato a qualcosa che stavamo facendo fino a poco prima ma non ha nulla a che fare con essa. La tentazione di lasciarlo perdere e di continuare la nostra ricerca è molto forte.

Poi, casualmente, appare qualcos'altro, un'altra informazione che cambia tutto ed il nostro recente, recentissimo passato nella rete scompare e viene sostituito da un nuovo spazio-tempo appena generato dalla rete.

Le righe che seguono sono il racconto di cosa è successo durante qualcuna delle mie avventure con i motori di ricerca in cerca di qualche novità da cui commentare in queste pagine.

Stavano arrivando le prime notizie sulla diffusione, adeguatamente commentata dalla rete, naturalmente, del MacBook Neo. Quel portatilino, per quei pochi che non ne sanno o ne vogliono sapere nulla, ha buona parte dell'elettronica preso di peso da uno degli iPhone degli anni precedenti all'uscita di quel nuovo dispositivo Apple.

La memoria è stata limitata a 8GB, lo SSD alle varianti 256/512 GB, per economia di progettazione, produzione, commercializzazione in un'area di mercato occupata da altri portatili a basso costo e un tantino obsoleti, mai visitata da Apple.

I possibili utenti di questa nuova proposta erano i neofiti dell'informatica, studenti, gente che lavorava prevalentemente con la rete, o chi aveva usato fino a poco prima portatili economici come Chromebook Android o simili e ora desideravano qualcosa di qualità superiore e meno obsoleto dell'aggeggio usato fino a quel momento.

I MacBook Neo, sono stati e sono, tutt'ora, la soluzione migliore per questo genere di problemi. Costavano,nel periodo di uscita sul mercato, una cifra che variava tra poco più di 600 e poco più di 700 Euro.

Ne furono venduti oltre ogni previsione, anche della concorrenza che rimase traumatizzata dalle cifre della loro vendita. La loro reazione che arrivò, seppure tardiva e debole è l'argomento del prossimo articolo.

Questa chiacchierata finisce qui. Alla Prossima.

N.B:L'immagine di testa, è tratta da una delle pagine di it.dreamstime.com dedicata alle emoticon.