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venerdì 20 febbraio 2026

Questo o quello? Entrambi!

Per motivi di marketing tutti i produttori di processori e hardware informatico, fanno promesse, più o meno realistiche. Anche Intel le fa. Le sue si trovano da qualche parte tra quelle di Apple e Samsung raccontate nell'articolo a loro dedicato.

Sono molto simili a quelle di Apple e Samsung. Si dividono tra quelle mantenute più o meno immediatamente, altre che si trasformano in figuracce, il resto, come bonus, sono promesse che si trasformano in "chissà se prima o poi vedremo qualcosa.

I propositi 2026, comprese quelle promesse,li potete trovare tra questi collegamenti in lingua inglese o quest'altri in lingua italiana. La traduzione non è precisa ma le informazioni più importanti ci sono in entrambe le pagine.

Per non smentirsi, Intel, ha promesso, agli inizi di quest'anno una famiglia, quella dei Panther Lake, nome in codice deiCore Ultra series 3, ed entro la fine dell'anno i Nova Lake, la serie successiva.

In entrambi i casi, quelle due famiglie hanno un numero di componenti molto grande, quello adatto a confondere chi ambirebbe ad un processore Intel ma non ha le idee molto chiare su quale scegliere per soddisfare le sue necessità.

Intel, per varie ragioni, si guarda bene dal fornire un aiuto chiaro e semplice al potenziale cliente nella scelta del processore adatto a lui. A lei basta che compri qualcosa, nella quantità maggiore possibile e quando è costretta ad elargire qualche informazione sui suoi prodotti, lo fa nella maniera più tecnica possibile.

Se poi tiene conto dell'AI incombente, potrebbero vernirgli pure le crisi di panico quando gli tocca fare la scelta definitiva. Le cose ancora quando deve farla analizzando le caratteristiche del processore o i processori candidati ad soddisfare le sue necessità.

Tra l'altro, costui, se fa la scelta al momento giusto, ha ulteriori possibilità tra le famiglie di processori,disponibili tra quelle ancora in magazzino o le altre in produzione. Sicuramente non si può dire che Intel sia spilorcia, taccagna o avara quando deve mostrare il suo catalogo di processori al mondo.

Ha, però, un problema:mantenere le promesse. Senza fare disastri hardware o flop in stile Samsung o prendersela con comodo, forse troppo, in stile Apple, quando le sue fonderie, hanno qualche problema di troppo o è successo "qualche incidente" ai processori in produzione.

Hanno pure tentato di passare ad implementare nei loro processori tecnologie ad hoc per trasformarli in qualcosa di simil Arm, come quelli Apple o altri analoghi, cercando di fare qualcosa con AMD ma, alla fine, non se ne è saputo più nulla.

Ora Intel si affida alle due famiglie di proccessori succitate per ritornare ai fasti di un tempo e riprendersi quelle aree di mercato che sono passate ad altri fornitori.

Nel frattempo, in attesa di novità, generosamente elargite dalla rete, godetevi questa pagina su Intel e i suoi processori, anche dopo una richiesta generica di trovare qualcosa sui processori che verranno presentati nel 2026.

Nota curiosa.Notizie sugli altri produttori? Se si usa il motore di ricerca adoperato nella richiesta precedente, può sembrare quasi che non vi sia più traccia di loro in rete o che le notizie su di loro siano perse nelle pagine molto distanti da quelle principali. Nulla di più falso. Ci sono ancora.

Basta rifare le ricerca chiedendo, esplicitamente di non cercare informazioni su Intel e quelli riappaiono.La loro assenza, nella risposta alla ricerca generica di informazioni è una forma di pubblicità implicita, a favore di quell'azienda e dei suoi prodotti.

Obiettivamente parlando, non è male anche se in giro per la rete ce ne sono di migliori. Se è una cosa voluta, quell'azienda probabilmente l'ha pagata bene, molto bene.

Questa chiacchierata finisce qui. Alla Prossima.

N.B:L'immagine di testa, uno dei processori Intel presentati al CES 2026, è stata trovata in pcguide.com

domenica 21 dicembre 2025

Intelligenza collettiva

Dopo i modelli AI di tipo LLM, i modelli linguistici di grandi dimensioni, ora qualcuno prova a rimpicciolirli, a specializzarli in qualche modo, li fa collaborare fra di loro per vedere cosa succede.

A questo punto arriva la sorpresa: quando questa collaborazione viene confrontato con l'opera di un AI LLM, spesso fornisce risultati migliori, in maniera del tutto imprevedibile, viste le premesse e il modello di addestramento usato.

Il passo successivo è stato riprendere gli studi sui comportamenti collettivi e altre cose di quel genere di qualche tempo fa, vi hanno innestato l'AI in vario modo e hanno chiamato il risultato intelligenza di sciame.

Un passo ulteriore è stato adoperare Apple, i suoi dispositivi hardware e software per fare evolvere, l'AI e le sue applicazioni e quell'azienda, ovviamente se n'è approfittata con alterne fortune.

La vicenda che ha coinvolto Siri, nella sua versione ora rifatta e Gemini di Google, nonchè il marketing extra per i suoi prodotti prima, dopo e durante quella vicenda che sono cosa nota.

Solo ora Apple ha ripreso ad essere la Apple di un tempo proponendo prodotti che adoperano AI, di vario genere, a prezzi Apple,anch'essi molto noti fuori e dentro la rete ma, soprattutto, presso la concorrenza che prova ad approfittarsene con risultati solitamente alterni.

L'intelligenza collettiva, di cui si parla in queste righe,ha generato, a sua volta, per gemmazione, delle varianti sullo stesso tema come quelle di cui si parla in questa pagina da leggere fino alla sua parte scura .

In quelle righe potrete trovare ulteriori indicazion,altre notizie su questo argomento e parecchio marketing aziendale, se proseguite oltre la parte bianca di quel testo.

Quel nome è la versione moderna di un tipo di comportamento collettivo che talune specie gregarie hanno quando i loro componenti collaborano tra di loro in maniera decentralizzata, senza alcuna coordinazione centrale.

Il nome originale in realtà era riferito a qualcosa che non era una forma di intelligenza ma solo un'ottimizzazione delle risorse a disposizione dall'entità collettiva che aveva necessità di usarle.

Un esempio di tale comportamento, a suo tempo molto studiato, è stato l'Ant Logic, detta anche Ant Colony Optimization (ACO) o Ant Based Computing in tutte le loro varianti che gestivano e, si ipotizza,gestisca tutt'ora l'esistenza collaborativa di molte specie gregarie di cui si parla in rete.

In tutti i casi l'origine biologica di questo comportamento gregario le ha aiutate ad ottimizzare le risorse necessarie per sopravvivere alle avversità, l'esatto opposto, al momento, del loro uso pantagruelico da parte delle AI LLM.

Solitamente impiegato a funzionare e,spesso, a mostrare ai loro utenti come sono brave a rifiutarsi di ottimizzare il consumo delle risorse a loro disposizione e a raccontare, spesso e volentieri le loro frottole, pietosamente definite "allucinazioni" da chi le tiene a bada. Quando può.

Questa chiacchierata finisce qui. Alla Prossima.

N.B:L'immagine di testa è una copia dell'originale trovato in una vecchia pagina di bitmat.it