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domenica 23 agosto 2026

Sciami di followers

Followers è il termine anglofono per seguaci, dei curiosi personaggi che quando trovano qualcosa, esseri viventi, prodotti o altro, che possono usare come simbolo della loro identità, ne seguono le vicende facendone, talvolta, un modello di vita. Può avere una valenza positiva o negativa in funzione del contesto in cui è inserita.

Nel mondo dei social networks, molto spesso quel termine molto spesso ha un significato più negativo che positivo. Qualcuno fa qualcosa, altri lo scopiazzano, cercano di farlo come l'ha fatto lui in qualche modo o l'applaudono entusiasticamente, spesso senza avere una chiara idea, per usare un eufemismo, a cosa applaudono o, nei casi più estremi, tentano di attribuirsene la paternità.

Quando è arrivata l'ultima versione di Android.Qualcuno ha dato un'occhiata a qualcuna delle versioni preliminari e ha messo in giro, molto malignamente, penso, la voce che quel sistema operativo sembra la versione Google di dell'ultimo iOS platealmente scopiazzata, anche se non integralmente, per vedere se in quella maniera riusciva ad incrementare le vendite dei suoi dispositivi, un tantino calanti in quel momento.

A stretto giro di posta, come si suol dire, quell'azienda, o qualcuno per lei, per non perdere la faccia, ha smentito, seccamente la scopiazzatura e si è precipitata a modificare il suo software, cambiando le scopiazzature, vere o presunte più evidenti, subito prima della presentazione della versione definitiva e riservandosi di occuparsi delle altre in seguito, come sua usanza, da tempo immemore.

Nei paesi anglofoni follower è la traduzione dell'italiano seguace, per cui due termini indicano sostanzialmente lo stesso genere di personaggio che, solitamente, segue le vicende di qualcosa o qualcuno e tende a parlere di loro in maniera quasi sempre positiva.

I seguaci, almeno in Italia, sono una cosa leggermente diversa rispetto ai followers. Contrariamente ad essi, non accettano critiche o notizie di eventuali difetti dei prodotti per cui tifano e reagiscono violentemente, si fa per dire, a chi glieli fa notare. Se poi,le loro preferenze sono rivolte alla concorrenza di chi ho cosa seguono le avventure, vengono classificati dalla rete come trolls, nella loro versione "intelligente" e "stupida", i dork, lamer o come haters, gli estremisti odiatori di chiunque o qualunque cosa non faccia parte di quanto seguono in rete.

Questa chiacchierata finisce qui. Alla Prossima.

N.B:L'immagine di testa è stata trovata in rete.Questa è la copia di ansa.it