No, non sono le mele con quel nome, molto buone, tra l'altro, neppure il monte omonimo,simbolo del Giappone, qui sopra, raggiungibile in vario modo, anche con il treno, l'argomento di questo articolo.
Questa chiacchierata,verterà su alcune vicende che coinvolgono (Fuji)film, da qui in poi solo Fuji per brevità, così come vengono raccontate da alcuni articoli in rete.I loro autori sono talmente presi da quanto scrivono da non rendersi conto che molti dei loro lettori potrebbero rimanere un tantino perplessi nel constatare come lo fanno.
Per quanto mi riguarda, quel produttore, un tempo famoso per le sue pellicole fotografiche,ha perso lo smalto di un tempo e ora è perso nella polvere sollevata dagli altri produttori in corsa verso la conquista di un posto al sole nel mercato di cose fotografiche.
Ogni tanto,propone qualcosa di nuovo ma, è mia impressione non sembra che i potenziali clienti gli diano molto retta. Fuji non rinnova il suo catalogo con la frequenza che i suoi adepti si aspettano e a quanto si racconta in rete non sembra molti dei suoi nuovi prodotti non hanno molto oltre al prezzo.
Secondo costoro,spesso, non c'è ragione per avere l'ultimo modello se le differenze rispetto ai modelli precedenti sono risibili. La loro frustrazione per l'assenza di novità evidenti nei nuovi prodotti che periodicamente vengono annunciati è palese, almeno quanto la scarsa abilità Fuji nella loro commercializzazione.
Per Fuji, però, non tutto è perduto. Tra i vari strumenti fotografici che produce attualmente ci sono anche delle simulazioni di pellicole fotografiche e la gestione dei colori. In rete ne parlano bene. Per avere un'idea dice su quelle simulazioni provate ad andare in questa pagina che elenca molti articoli su questo argomento e scoprirete che ne parlano discretamente bene.
Nel secondo caso, quello della gestione dei colori, le cose stanno in maniera un po' diversa, per usare un eufemismo riduttivo. Accanto ad articoli simili a quelli appena elencati sulla simulazione delle pellicole, ce n'è qualcuno che oscura tutti gli altri.
Gli autori di quelle righe hanno uno stile tutto loro nello scriverle, da invasati per la gestione del colore Fuji, che viene descritta come molto buona.
Se non si fa molto caso al suo stile, quella descrizione non contiene cose sbagliate in sè, è possibile trovare in quelle righe degli spunti di ricerca interessanti.
La passione che trapela da quell'articolo è talmente palese ed esagerata da sconfinare nella comicità ma è anche capace di spingere il lettore a cercare in rete ulterioriori informazioni su quanto ha appena letto e sulla gestione del colore in fotografia e, più in generale, nel trattamento delle immagini. Non è una cosa da poco.
Questa chiacchierata finisce qui. Alla Prossima.
N.B:L'immagine di testa è una copia dell'originale trovato in una pagina di uno dei server di adobe.com

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